Alcol,
Tabacco, Stimolanti e Allucinogeni
Nel
Mesoamerica le bevande che accompagnavano il pranzo era l'acqua
e cacao; nella regione incaica a volte si beveva chicha,
ma solo dopo mangiato. Generalmente gli indios prendevano
bevande alcoliche per ubriacarsi e mangiavano per alimentarsi,
le sue attività restavano ben separate. Gli Incas erano
parchi nel mangiare, ma più viziosi nel bere: non bevevano
mentre mangivano, ma dopo pranzo si rifacevano, perchè
bevevano fino a notte. La chicha era principalmente di mais, ma
si otteneva anche da manioca, quinoa, miglio, arachidi, semi di
carrubo e perfino dal succo di agave. Della preparazione erano
incaricate le donne più anziane. Masticavano i grani e
li sputavano in un vaso, dove fermentavano grazie agli enzimi
della saliva. Si versava quindi tutto in un orcio, si aggiungeva
acqua e si interrava, perchè il calore attivasse la fermentazione.
Il tasso alcolico della bevanda aumentava col trascorrere dei
giorni. Qualsiasi evento accadesse all'epoca, nascita, matrimonio
o morte, si brindava con la chicha. Gli Aztechi si ubriacavano
con l'octili o pulque, che fabbriacavano lasciando
fermentare il succo dell'agave messicana. A giudicare dalla severità
con cui veniva punita, l'ubriachezza doveva essere frequente;
nobili e alti funzionari pagavano l'abuso di bevande alcoliche
con la morte. Gli unici che avessero il diritto di bere erano
gli anziani e le anziane. I Maya bevevano il Balche,
che ottenevano lasciando fermentare per alcuni giorni una misura
di miele e acqua con quattro pezzi di corteccia dell'albero di
balche.

Il Tabacco era molto diffuso, ma lo si utiizzava per lo più
a fini medicinali o magico-religiosi. Si masticava o si brucava
per allontanare con il suo fumo gli spiriti maligni; gli Aztechi
lo utilizzavano, tuttavia, come complemento di un buon pasto.
Agli invitati veniva offerta una bevanda a base di cacao e poi
canne da fumare (secondo il Sahagùn). Il tabacco si fumava
in pipe cilindriche di canna, nelle quali si metteva una certa
quantità di tabacco, carbone di legna e balsamo di liquidambar.
Passare la pipa di mano in mano era considerato segno d'elegagnza.

L'assunzione
di stimolanti, in alcune regioni, era frequente quanto il mangiare.
Usuale era la coca, che veniva utilizzata in
tutta la zona andina e permettva di lavorare ininterrottamente
senza avvertire stanchezza e fame. Le foglie di coca venivano
mescolate con polvere di calce, fermando così una pallina,
il mambe, che si passava da un lato ad un altro della bocca. Un
altra sostanza stimolante era lo Yoco, che si
prendeva dopo lunghi digiuni cerimoniali, forse perchè
conteneva caffeina. Nella zona amazzonica e nelle pianure colombiano-venezuelane
veniva usata una polvere estratta dal seme di una mimosa, il niopo
o paricà. Si collocava sul palmo della mano e
si inalava dalle narici per mezzo di un utensile complesso formato
da ossa cave che arrivavano direttamente alle fosse nasali. Ne
facevano uso gli sciamani e stregoni per predire il futuro. Il
più potente allucinogeno dell'amazzania era lo Yagè,
chiamato anche caapi o ayahuasa, che significava "gente morta".
Si preparavano con diverse specie di Banisteriopsis. Altri allucinogeni
spesso usati erano funghi, tanto in Sudamerica quanto in Nordamerica.
Gli Aztechi facevano uso di altri allucinogeni, come la hierba
de tlapatl, il grano di mixtil e anche il peyote,
una cactacea originaria del Messico settentrionale (spesso offerta
come aperitivo nei banchetti). Quelli che usavano queste sostanze
avevano visioni spaventose o comiche e questa ebrezza dura due
e tre giorni prima di dissiparsi.
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