Rodi
Popolazione: 130.000 ab.
su un area di 1.398 km²
Capitale: Grecia
Lingua: Greco
Ambasciata: d'Italia in Atene 2, Sekeri
str. 106 74 Atene - Grecia
(Tel.: +30 - 210 - 36.17.260 - 3 /Tel.: +30 - 210 - 36.17.273
- 4 - 5
Fax: +30 - 210 - 36.17.330) - E-mail: ambasciata.atene@esteri.it
Telefono/Internet
: + 30
Religione: Greca ortodossa
Moneta: Euro (EUR)
Fuso orario: GMT + 2 ora

Il
Colosso di Rodi era un'enorme statua del dio
Helios, situata nel porto di Rodi in Grecia nel III secolo a.C..
Era una delle cosiddette sette meraviglie del mondo antico.
Sembra
un luogo ancora abitato dagli dei: Resti del Tempio di Atena Pallade,
dell'Oracolo di Apollo e di Giove. Lo Stadio e l'Odeion con la
loro particolare forma quadrata, rappresentano esempi di una civiltà
del bello. Rodi, la più grande isola del Dodecaneso e la
più orientale delle maggiori
isole del mar Egeo è la capitale della prefettura e
della Provincia di Rodi, che include anche le vicine isole di
Symi, Tilos, Halki e Kastellòrizo (Castelrosso). Il nome
significava rosa e ricorrente è la denominazione di Isola
delle rose.
Storia:
secondo la mitologia greca la costa sarebbe il dono di nozze lasciato
agli uomini dal dio Elio innamorato della ninfa Roda cui dedicò
l’isola e le sue bellezze. L'isola conobbe una grandezza
nel periodo illustre greco pari solo a quello di Atene dovuta
alla sua posizione strategica e commerciale importante. Le sue
famose scuole di filosofia, scienza, letteratura e retorica rivaleggiavano
con quelle di Alessandria. Fra i più importanti esponenti
di questo grande momento di sviluppo vi furono il maestro di retorica
Eschine, Apollonio di Rodi, gli astronomi Ipparco e Gemino, il
filologo e grammatico Dionisio Trace. E' a questo periodo che
si attribuisce infatti la costruzione di uno dei simboli più
conosciuti del potere di Rodi, il famoso colosso, che si trovava
all’imboccatura del porto (abbattuto da un devastante terremoto
i resti del Colosso furono abbandonati per quasi mille anni prima
di essere raccolti, fusi e venduti dagli arabi). Dal 1300 e per
due secoli, furono i Cavalieri di Malta a occupare l’isola
e a costruire numerose opere le cui tracce sono ancora evidenti.
Ai Cavalieri seguì un lungodominio turco fino a quando,
in era contemporanea non vi si insediarono gli italiani che la
occuparono fino all’immediato dopo guerra restaurando e
collegando le principali città.Rodi appartiene alla Grecia
dal 1948.

Vedere
a Rodi:
il Palazzo dell’Armeria, che fu il primo
ospedale dei cavalieri, la chiesa di Santa Maria Del Castello,
costruita in stile gotico nel XIV secolo, Il Quartiere
turco (minareti, moschee, scuole coraniche) con la sua
Moschea Dzami Souleiman, Tourkika Lontra, il
famoso bagno turco, costrito nel XVI secolo e vi è il Agia
Ekaterini, palazzo del XIV secolo che espone affreschi. Da non
perdersi la visita della Platia Ippokratous:
piazza della città dove una volta si svolgeva il mercato;
fantastiche sono le antiche case, portici e una fontana turca.
Tappa obbligatoria è anche platia Eleftherias dove vi si
affacci la chiesa di Agios Ioanis e la platia Vassileos Georgiou
che è la piazza dedicata al re Giorgio II dove vi si affaccia
il Municipio.
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