I
Maya da saggi a guerriglieri
Gli imperi Maya, azteco e inca hanno suscitato meraviglia nei
conquistatori spagnoli, che non riuscirono a capire come e quando
si erano formati. I colonizzatori successivi ma soprattutto i
religiosi sono riuscita a svelare parte del mistero interrogando
gli stessi indigeni. In virtù di tali informazioni e di
numerosi lavori scientifici sappiamo abbastanza della crescita
e dell'apogeo, non delle origini, che restano avvolte nelle nebbie
della leggenda. I Maya sono stati i più antichi e più
geniali. Popoli Maya ve ne sono stati due: uno più antico
che si stanziò principalmente nei bassopiani del Guatemala
e un altro moderno che dominò la penisola dello Yucatan
(Messico). I primi Maya sono i saggi gli ultimi i militari; gli
antichi hanno domato le città di Tikal, Palenque, Calakmul,
Copàn e sono stati gli inventori di una scrittura di ideogrammi
e segni fonetici non ancora pienamente decifrata, di un calendario
di 365 gironi, di un sistema cronologico e così via. Questi
Maya, antichi o classici, vissero principalmente tra gli anni
250 e 900 della nostra era. Sono famosi i loro Templi con scalinate
e fastigi, i palazzi con numerosi stanze, i campi per il gioco
della palla, bagni di vapore, gli osservatori astronomici, le
strade maestre, le stele e gli altari.

La
loro decadenza cominciò alla fine dell'VIII secolo e nel
X secolo si concluse la rovina. Sulle cause del tramonto ci sono
varie ipotesi diverse; esaurimento del suolo, cambiamento di clima,
eruzioni vulcaniche, guerra civile, rivolta dei contadini. Un
residuo del popolo Maya emigrò verso gli altipiani del
Guatemala e la penisola dello Yucatàn. Qui si stanziò
in un paese arido e scarso di acqua che doveva essere cercata
nel sottosuolo scavando enormi pozzi detti Cenotes.
Intorno ai grandi cenotes sorsero villaggi che diventarono città
come Chichen Itzà, Kabah, Labnà.
Agli inizi del X secolo lo Yucatàn fu invaso da varie ondate
di popoli proveninti dal nord. Uno dei gruppi era quello tolteco
proveniente dalla città di Tula, che si stabilirono nella
città di Chichen Itzà e si fuse con il popolo Maya
e diedero origine al nuovo dominio. Questi sono i Maya nuovi o
"guerriglieri". Chichen Itzà fu costruita in
modo tale da farla divenire la città più bella;
il Tempio dei Guerrigleri è tra i più
maestosi di tutta la tradizione Maya. Altre costruzioni notevoli
furono il Tempio di Kulkulcan o il Cortile delle cento colonne
(colonne a forma di serpente con testa vicino al suolo, influenza
delle civiltà settentrionali). Si trovano nel coltempo
un'infinità di elementi della cultura maya: un osservatorio
astronomico circolare, i campi per il gioco della palla, i mosaici
nelle decorazioni delle facciate, il vecchio Dio Maya della pioggia.
Chichen ha dominato il territorio dello Yucatàn per 2 secoli,
stabilendo un poderoso stato centralizzato grazie alla combinazione
della forza militare di origine tolteca, e del commercio, di origine
maya. La città del nuovo impero si procuravono gli alimenti
di cui avevano bisogno dalla cultura delle terre vicine. Mais,
fagioli, zucchine, peperoni, chìa (tipo salvia) e cacao
, così come legni pregiati, cotone, agavi, coloranti e
articoli di lusso quali giada, turchese, pirite, alabastro, ambra,
rame e oro. La preponderanza di Chichen Itzà finì
in tirannide. I distruttori della tirannia divennero a loro volta
i tiranni stessi. Mayapàn è stata
l'ultima grande città Maya; era fondata da una muraglia
di 9 km all'interno della quale si calcolavano 4.100 edifici,
140 dei quali a destinazioni cerimoniali e 2100 edifici che servivano
da abitazione a una popolazione stimata in 12.000 abitanti. La
forza di questo popolo era tuttavia l'esercito, composto da mercenari
una parte dei quali provenivano dal Messico, terra di grandi guerriglieri;
con l'aiuto di costoro mantennero la supremazia nello Yucatàn
fino al 1441, quando alcune rivolte annientarono insieme la dinastia
e l'egemonia della città. Verso la fine del XV secolo la
popolazione Maya dello Yucatàn aveva abbandonato i centri
urbani e viveva nelle zone rurali, conservando gli antichi costumi
e limitati rapporti di commercio. E' quanto trovò il conquistatore
spagnolo Cortès nel 1524, attraversando la regione sulla
via per l'Honduras.
La
creazione dell'uomo secondo i Maya: la tradizione orale
sulla genesi del Mondo e dell'Uomo è il libro sacro dei
Maya. Comincia con queste parole: "Questa è la narrazione
di come tutto stava sospeso, tutto in calma, in silenzio; tutto
immobile; e vuota era la distesa del cielo. Non v'era animale,
nè uccelli, pesci, gamberi, alberi, pietre, caverne dirupi,
erbe, boschi; solo il cielo esisteva" Dopo aver fatto spuntare
l'alba, creato la terra, il creatore e il Formatore fecero l'uomo
di terra, ma "videro che non andava bene, perchè si
disfaceva, era molle, non aveva movimento, non aveva forza, cadeva
giù, era fradicio muoveva la testa, la testa gli andava
tutta da una parte..."Allora fecero gli uomini di legno,
che "assomigliavano all'uomo, parlavano come l'uomo e popolarono
la superficie della terra....ma non avevano l'anima, nè
l'intelletto, non si ricordavano del loro Creatore, del loro Formatore...non
avevano sangue, nè sostanza..."Per questo gli uomini
di legno furono distrutti da un diluvio: "si formò
un gran diluvio e si rovesciò sulla testa dei fantocci
di legno". Allora il Creatore fabbricarono l'uomo di Paglia,
"ma questi non pensavano, non parlavano con il loro Creatore,
con il loro Formatore". Scese allora una resina dal cielo
e "svuotò loro gli occhi". Poi si ribellarono
i piccoli animali e gli utensili quali piatti, pentole, pietre
del focolare, e gli uomini di paglia, terrorizzati, "correvano
di qua e di là; furono distrutti, anche se "dicono
che la discendenza di costoro sono le scimmie che esistono ancora
nei boschi". Non ci furono così veri uomini fino a
che il Creatore e il Formatore non ebbero creato l'uomo di Mais:
sorsero allora gli uomini veri e propri, i Maya. (Popol Vuh, libro
sacro dei Maya)
Calendario
Maya: Si tratta di un calendario molto elaborato, basato
su più cicli di durata diversa. Il ciclo Tzolkin
aveva una durata di 260 giorni era un calendario religioso
senza un diretto collegamento alla durata dell'anno. I vari giorni
del ciclo erano considerati più o meno fortunati. Il ciclo
Haab aveva una durata di 365 giorni, era un calendario
civile legato al ciclo delle stagioni. Era composto da 18 "mesi"
di 20 giorni. Il Lungo computo indicava il numero di giorni dall'inizio
dell'era Maya. Una numerazione progressiva dei giorni in un sistema
di numerazione posizionale misto in base 13, 18 e 20. Precisamente
si trattava di un numero di cinque "cifre": la prima
(quella delle "unità") in base 20, la seconda
(le "decine") in base 18, la terza e la quarta di nuovo
in base 20, la quinta in base 13. Queste "cifre" si
scrivono da sinistra a destra.
Il
gioco della pelota secondo i Maya:
Il significato simbolico-religioso del gioco della pelota consiste
nella rappresentazione della lotta tra elementi cosmici contrari,
dalla cui opposizione si origina la vita dell'universo.
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