| Isola
di Pasqua o
Rapa Nui
Popolazione: 3.791 su un area di 163,6 km²
Stato: Cile, Hanga Roa è la sua Capitale
Lingua: Spagnolo
Ambasciata: Ambasciata d'Italia a Santiago: Calle
Clemente Fabres, 1050, tel. 0056322259029, 0056322259212
Telefono/Internet: + 56
Moneta: Peso cileno, accettato il Dollaro americanno
Fuso orario: UTC -6 ore

Isola
di Pasqua o Rapa Nu (scoperta il giorno di Pasqua dal marinaio
olandese Jacob Roggeveen), l'isola più remota della Terra,
è un enigma, così come è ignoto il modo in
cui i loro discendenti riuscirono ad ideare e a scolpire centinaia
di colossali Moai (statue in duro tufo vulcanico)
e a trasportare queste alte e pesanti sculture per lunghe distanze
dalle cave alla costa e a erigerle su grandi Ahu
(piattaforme) d'onore. Il trasporto delle statue ai loro ahu deve
essere stato un problema anche maggiore del rimuoverle dalle rocce
per farle scendere lungo la scogliera. La leggenda narra che i
sacerdoti spostavano i moai con la forza del mana,
la facoltà che facevano loro percorrere brevi distanze
ogni giorno, fino a che non raggiungevano i loro siti di destinazioni.
Basandosi sulla teoria che gli indigeni potevano spostare i moai
con slitte a forma di Y costruiti con tronchi d'albero a forcella,
tirate da funi fatte di corteccia, Heyerdahl ingaggiò 180
isolani per trasportare i moai di 4 metri sul campo di Anakena,
e ipotizzò che avrebbero potuto spostarne uno molto più
grande con degli scivoli di legno e più manodopera. Secondo
un'altra teoria gli isolani facevano scorrere delle pietre arrotondate
sotto i moai che venivano spinti, tirati e fatti rotolare fino
a destinazione come blocchi di marmo, ma questo non spiega come
potessero essere spostati senza danneggiare le sottili rifiniture
scolpite alla cava. Sull'isola esistono secondo le ricerche condotte
da Sebastian Englert 638 moai. Secondo studi piú recenti
le statue rappresenterebbero capi tribù indigeni morti,
e secondo la credenza popolare avrebbero permesso ai vivi di prendere
contatto con il mondo dei morti. La quasi totalità di queste
statue sono state ricavate da un tufo basaltico del cratere Rano
Raraku, dove si trovano quasi 400 statue incomplete.
I cappelli sono invece stati ricavati da un tufo rossastro proveniente
dal piccolo cratere di Puna Pau, distante circa 10 chilometri
da Rano Raraku.
Il
primo capo tribù fu Hotu-Matua, portò
sull'isola animali e vegetazione provenendo dall'isola Marae-rengo
o Hiva molto distanti a bordo di canoe. La leggenda narra che
la popolazione era divisa in Lunghi Orecchi e Corti Orecchi. I
Moai e gli Ahu, che sono delle piattaforme cerimoniali, furono
costruite dai Corti Orecchi che sottostavano agli ordini dei Lunghi
Orecchi.

La
storia dell'Isola di Pasqua è difficile da ricostruire
in quanto mancano completamente fonti certe. I primi coloni, secondo
dei recenti studi, furono i polinesiani che i più recenti
studi fanno risalire attorno al 800-900 d.C., l'isola si doveva
presentare come una immensa foresta di palme. Cominciò
pertanto un importante lavoro di disboscamento dell’isola
che fu ulteriormente intensificato dopo il sensibile aumento della
popolazione dovuto a nuovi sbarchi. La riduzione della risorsa
forestale provocò un inasprimento dei rapporti sociali
interni che sfociarono talora in violente guerre civili. Altri
sostengono che la perdita di alberi dell’isola, fosse dovuta
a dei ratti del tipo polinesiano (rattus exulans) che erano ghiotti
di semi di palma, contriuendo all’estinzione degli alberi
dell’isola stessa.
Come
raggiungere l'isola: solo da Tahiti e da Santiago del
Cile tramite voli due volte la settimana della Lan Chile che hanno
una durata di 5-6 ore. Il
mese forse più suggestivo per visitare l'Isola di Pasqua
è Febbraio in quanto si tiene una delle cerimonie polinesiane
più suggestive: la Tapati Rapa Nui. Si tiene ogni anno,
forse da un millennio ed è in onore al re Hotu Matua (il
primo Re di quest'isola), in onore alla sua morte vista come un
passaggio tra la vita terrena e quella spirituale. Si tratta di
una festa nella quale gli uomini sfidano per una settimana la
fatica ed il dolore per acquisire una migliore popolarità
all'interno della piccola comunità.
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