Incas
un impero sotto il sole
Gli Incas fondarono lo stato più grande e meno duraturo
dell'Amrica pre-ispanica. Dominarono ciò che oggi è
il sud della Colombia, l'Ecuador, il Perù, la Bolivia e
la metà settentrionale del Cile, ma per breve tempo. La
storia della civiltà inca copre poco più di 3 secoli.
All'interno dei domini, che chiamarono il "mondo", vissero
tra i 15 e 30 milioni di abitanti, in una delle plaghe più
alte della terra. Era un mondo perso nelle Ande; molte volte è
stato detto che quell'ambiente, senza fiumi navigabili, con deserti
ed alte cime, era il meno adatto per il fiorire di una civiltà,
ma gli Incas trovarono un potente aiuto nell'esperienza culturale
degli antenati andini della costa. La loro origine è oscura
come quella degli Aztechi e si esprime in vari miti che lasciano
trasparire il proccesso di acculturazione di un popolo migratorio,
di lingua Kechua o Quechua, che fece irruzione nella regione di
Cuzco. Anche all'idioma degli Incas abbiamo un certo numero di
parole passate in tutte le lingue del mondo: alpaca, coca, condor,
guano, lama, pampa, puma,chinino...

L'arrivo degli Incas a Cuzco si colloca verso l'anno 1100 D.C.
Tanti furono i Monarchi inca che fecero diventare grandiosa la
città andina da Mancho Càpac a Sinchi Roca. Il monarca
Pachacùtec si lanciò in una serie di conquiste militari
che lo portarono fino all'Ecuador. Il sovrano ebbe la grande idea
di integrare i vinti nell'Impero e non come sottomessi. Soprresse
il sistema dei tributi e lo sostituì con lo speciale regime
di produzione e distribuzione tipico degli Incas, per il quale
fu necessario un sistema di misure decimali. Regolò la
produzione agricola, con epoche stabilite per semina e raccolto;
allo scopo vennero innalzati obelischi in tutto il paese, per
rilevare con precisione la posizione del sole e degli astri. Alla
sua morte gli successe Tùpac altro grande conquistatore
spingendosi fino al Cile. Alcuni studiosi sostengono che il popolo
Inca sia arrivato fino all'Oceania, dove esiste la tradizione
di uomini giunti per questa via dall'oriente. Fallì invece
l'intento di espandersi verso la zona amazzonica. Il monarca Huayna
Càpac represse alcune ribellioni nelle zone integrate e
dovette difender le frontiere orientali dall'attacco dei Chiriguano,
una tribù guaranì che si era spinto fino al territorio
Inca alla ricerca dell'oro e di rame. La figuara di Càpac
è ambigua; costruì il Palazzo di Tomebamba dove
visse con le sue 200 mogli. Il suo ritiro da Cuzco era imputabile
ai conflitti tra il potere religioso e quello civile. Il sovrano
morì improvvisamente e in modo misterioso aprendo una cassa
piena di tarme e farfalle nere notturne oppure secondo altri morì
a causa di una malattia che colpì il paese dalla costa
all'interno che uccise nobili e plebei: il vaiolo portato dagli
spagnoli, che nel frattempo avevano raggiunto il sud America.
Il suo successore fu Huàscar detto "Inca Unico",
che assistette allo scoppio di guerre civili iniziando da questo
momento il declino dell'Impero Inca.

Una
delle città più impressionanti del mondo incaico
è Machu Picchu ("vecchia cima"
o "vecchia montagna"), che fu l'ultimo rifugio degli
Inca Manco dopo la conquista spagnola e che non fu scoperta fino
al 1912. Sita a 2500 metri di altitudine è una grande città
fortificata, in cui primeggia la grande piazza cerimoniale. La
posizione della città era un ben custodito segreto militare,
perché i profondi dirupi che la circondavano erano la sua
migliore difesa naturale.
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