Il
proletariato e gli schiavi nella vecchia America
I nobili Maya erano chiamati almehenob, che significa
"coloro che hanno padri e madri", alludendo naturalmente
a padri e madri conosciuti o la cui ascendenza fosse nota nelle
due linee, paterna e materna. Era una nobiltà di sangue
che possedeva terre, occupava le alte cariche politiche, militari
e religiose ed esercitava il grande commercio. In realtà
l'oligarchia maya era di origine messicana; per rivestire un alto
incarico di governo, si doveva superare una prova che implicava
la conoscenza di un catechismo occulto, la "lingua di Zuyuà".
Neppure negli strati inferiori esisteva una sola classe. I popoli
delle etnie dominanti, come Aztechi e Incas, godevano in pratica
di una situazione di privilegio rispetto ai popoli conquistati,
soprattutto nella Mesoamerica, dove a carico dei vinti si instaurò
un grande sistema tributario. Nelle Ande l'etnia dominante controllava
il governo militare e sacerdotale.

(foto:
macehualtin, plebeo libero)
I
macehualtin, uomini liberi o plebei aztechi,
costituivano la maggior parte della popolazione. Facevano parte
dei Calpullli, organizzazioni di parentela che
gli Spagnoli chiamarono "quartieri", che sicuramente
nell'antichità erano stati veri e propri clan, ma di cui
l'impero aveva distrutto i precisi contorni: agli inizia del XV
secolo un azteco poteva sposare una donna del proprio calpulli,
sia sceglierla in un altro, poteva anche, se gli garbava, cambiare
calpulli. Gli uomini liberi inca erano inquadrati
negli Ayllu, qualcosa di simile
ai calpulli aztechi ma per certi aspetti differenti. L'ayullu
era una struttura di parentado localizzata, ma non era nè
un clan, nè un lignaggio. L'Ayllu possedeva
terre per il cacicco, per i suoi membri, per il Sole e per l'Inca;
la sua cellula sociale era la famiglia, formata dalla coppia e
dai figli non sposati, che costituiva l'unità di produzione
e di consumo all'interno della quale si stabiliva la divisione
del lavoro. Il contadino riceveva dall'Ayllu alcune
terre da pascolo e un appezzamento o tupu, col lavoro del quale
poteva sostenere la famiglia. L'appezzamento variava in estensione
secondo la qualità della terra e poteva essere suddiviso
in varie parcelle site a diverse altitudine
e in diverso clima. Il contadino aiutava i vicini durante le semine
e i raccolti e a sua volta riceveva la loro collaborazione; doveva
inoltre prestare aiuto per lavorare le terre delle vedove, degli
anziani, degli infermi e per la costruzione delle case delle nuove
coppie; doveva curare in comune e coltivare gli animali e le terre
del curaca, quelle del santuario di ayllu, quelle dell'Inca e
quelle del Sole. In cambio riceveva compensi, rappresentati dalle
ripartizioni che si facevano nei magazzini dello stato. Gli uomini
dovevano adempiere agli obblighi militari tra i 25 ed i 50 anni.
Il plebeo maya viveva in una condizione simile all'azteco: possedeva
una porzione di terra e viveva dei suoi frutti. Le due classi
inferiori degli aztechi erano quelle senza proprietà o
proletari e degli schiavi. I primi erano stranieri, i beni e le
terre dei quali erano stati espropriati dallo stato, o cittadini
che per qualche motivo avevano perso i privilegi di membri del
calpulli.

Gli
schiavi erano ragazzi o ragazze stranieri, consegnati ai conquistatori
come tributo, o Aztechi arrivati a quella misera condizione per
debiti; ma potevano essere anche delinquenti che non avevano potuto
rendere ciò che avevano rubato o bambini venduti dai genitori.
Reminescenza dell'antica società senza classi erano normi
quali quella secondo cui i figli degli schiavi erano liberi o
quelle che proibivano di maltrattarli o cederli senza consenso
ad altri padroni. Nella società inca le classi inferiori
erano costituite da mitmac e yanas.
I primi appartenevano a popoli che erano stati trasferiti per
la loro pericolosità. Gli Yanas o servi erano di diversa
estrazione: più spesso prigionieri di guerra, ma a volte
giovani reclutati dall'Imperatore. Non godevano dei privilegi
dell'ayllu, mancavano di vincoli e di attributi etnici; spesso
venivano regalati agli orejones, a grandi guerrieri o a curacas,
perchè lavorassero le loro terre. Buona parte degli Yanas
erano servi nel palazzo imperiale o nei templi; erano impiegati
anche in lavori umili, come portatori nell'esercito o sorveglianti
nei magazzini reali. Nonostante tutto, non si può dire
che fossero schiavi, potendo possedere terra, bestiame e beni
trasmissibili a uno solo dei figli.
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