Amore,
Sesso e Matrimonio
Se per la soddisfazione dell'istinto sessuale gli amerindi si
servirono di formule originali, per l'amore arrivarono invece
a situazioni e atteggiamenti molto simili a quelle degli Europei.
Nella Mesoamerica gli uomini godevano di una certa libertà
sessuale prematrimoniale, non così le donne. Le culture
superiori mesoamericane, molto preoccupate dell'ordine sociale
la proibirono alle donne e regolarono quella degli uomini. Si
permetteva ai giovani Maya di portare le prostitute nelle case
dove venivano educati; e il vescovo Landa ne trasse una singolare
conclusione che, in virtù di questo, tra i Maya non si
praticasse l'omosessualità. Anche gli Aztechi permettevano
relazioni di tal fatta, ma si consigliava moderazione. Si raccomandava:
<<non lanciarti sulle donne, come il cane che mangia e trangugia
ciò che gli danno, accoppiandoti alle donne prima del tempo;
anche se hai desiderio di donna, resisti, resisti al tuo cuore,
fino a che tu non sia uomo perfetto e forte>>. Le giovani
venivano educate alla più rigorosa castità.

In quanto ai matrimoni la scelta era affare delle famiglie e non
degli individui che si sposavano. I Maya avevano ideato uno dei
sistemi più complicati: la futura sposa non poteva essere
parente del padre dello sposo, ma poteva esserlo della madre,
anche prima cugina e doveva appartenere allo stesso ceto sociale,
oltre che le virtù necessarie per il matrimonio. Dopo avveniva
il controllo astrologico, ossia la compatibilità del segno
zodiacale tra i futuri sposi. Salvo difficoltà astrali,
l'ultima cosa era il fissare la dote che i genitori della sposa
offrivano a quelli del giovane. Si mercanteggiava in coperte,
cacao, mais, cotone,piume e pietre da pagare per stabilire il
prestigio che la donna riceveva dalla dote e le possibilità
economiche della sua famiglia. Superati tutti gli ostacoli si
ricorreva al Sacerdote, che poteva mandare tutto a monte se constatava
che gli sposi erano in effetti nati sotto segni sfavorevoli ed
incompatibili. Tra gli Aztechi c'era un iter simile, se non addirittura
più complicato: occorreva l'autorizzazione dei maestri
della scuola cui apparteneva il giovane. La stessa cosa apparteneva
alla ragazza, specie se di buona famiglia e quindi facente parte
della scuola del tempio. Tra gli Incas il passo era molto più
semplice. Esisteva il cosiddetto matrimonio di prova. I due giovana
andavano a vivere insieme per un periodo di tempo (da qualche
giorno a qualche anno). Se sorgevano disaccordi la donna tornava
dai genitori, anche con prole, avendo così l'opprtunità
di riconvolare a giuste nozze.

Le
civiltà amerinde erano monogame. Su un punto erano quasi
tutti d'accordo evitare matrimoni incestuosi o tra parenti. Tra
gli Incas non costituiva incesto il matrimonio del sovrano con
la sorella, unione anzi ritenuta necessaria essendo la sorella
l'unica donna della stessa dignità. Prescrizioni opposte
erano il levirato e il sororato esistenti in molti popoli (Californiani
e Diaguita), che obbligavano la vedova a risposarsi col fratello
del marito morto o il vedovo a sposare la sorella della moglie.Gli
accordi matrimoniali non erano di uso generale. I Maya e gli Aztechi
celebravano il matrimonio con l'intervento del sacerdote. La celebrazione
azteca era solenne. A mezzogiorno della data fissata si organizzava
un grande banchetto in casa della sposa; le donne maritate portavano
i regali. Nel pomeriggio la sposa faceva il bagno e si "vestiva"
per l'occasione: le si adornava braccia e gambe con piume rosse
e le si tingeva il viso di giallo. Così veniva presentata
ai parenti anziani dello sposo che avevano bevuto octili a volontà.
Gli anziani pronunciavano il discorso di benvenuto nella nuova
famiglia. La notte una vera processione di parenti la conduceva
alla casa del promesso sposo dove tutti entravano cantando e ballando.
Il primo atto della coppia era quello di offrirsi reciprocamente
un piatto di tamales. Dovevano in seguito passare 4 giorni di
preghiera senza consumare il matrimonio. Il quinto giorno il sacerdote
li univa in matrimonio; la coppia potevano consumarlo la notte
stessa. Il matrimonio Inca era una faccenda esclusivamente civile
senza risvolto religioso. Le società poligamiche riservavano
la cerimonia nunziale alla sola unione con la moglie principale.
Il divorzio era raro. Era concesso se un coniuge abbandonava il
tetto coniugale, se la donna risultava sterile o trascurava i
doveri di casa, se il marito picchiava la moglie o i figli, oppure
non forniva alla famiglia il necessario vivere. I beni venivano
divisi in parti uguali ed entrambi erano liberi di contrarre un
nuovo matrimonio.
L'adulterio
veniva punito presso quei popoli precolombiani che avevano una
rigida istituzione matrimoniale. Tra gli Zapotechi e i Chinantechi
la punizione era portare l'adultera a casa dei genitori; gli Aztechi
lo punivano con la morte, di uso era la lapidazione. Altre volte
bruciavano l'adultero e strangolavano la donna.
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